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MONTI ERNICI

INQUADRAMENTO GEOGRAFICO

La catena degli Ernici inizia con i non piccoli ma arrotondati rilievi che circondano Campo Catino.
Si tratta del M. Agnello (1912 m), del M. Vermicano (1948 m), del M. Pozzotello (1995 m): le prime due vette sono raggiunte da impianti di risalita. La catena prosegue con il pianoro carsico di Campovano, e poi con la cresta tormentata che regge le cime gemelle del Fanfilli e della Monna (entrambe 1952 m). La Monna però, insieme alla vicina Rotonaria (1750 m) forma una propaggine dello spartiacque principale, che in questo tratto (iniziando dal Fanfilli) piega a settentrione e forma le elevazioni boscose che chiudono la testata della Valle dell'Inferno. Lo spartiacque forma quindi il M. Ortara (1908 m), il M. Rotondo (1811 m) e torna poi sull'allineamento principale con il M.Prato (1830 m).
Seguono le più consistenti elevazioni del M. Ginepro (2004 m) e del M. del Passeggio (2064 m), oltre il quale si eleva il Pizzo Deta (2041 m). Quest'ultima vetta, modesta sul versante laziale (Prato di Campoli), scende invece maestosa sulla valle del Liri, con valloni profondamente incisi: nell'insieme, è una delle montagne più interessanti dell'intero Appennino. In corrispondenza del M. del Passeggio, si stacca a mezzogiorno una catena secondaria, che forma via via il M. Fragara (2005 m), il M. delle Scalelle (1837 m) e il M. Pontecorvo (1576 m), prima di scendere in direzione di Veroli . Al Pizzo Deta si affianca il Vado della Rocca (1562 m), importante valico mulattiero tra Veroli e Balsorano.
Seguono le elevazioni boscose della Serra Comune (1780 m), della Serra Alta (1720 m), del M. Trenta Faggi (1592 m), al di là del quale la catena scende ripida su Sora.
Di una qualche importanza è anche la costiera che si stacca a sud a chiudere Prato di Campoli: culmina nel M. Pedicinetto (1776 m) e nella vicina Punta dell'Ortica (1731 m).

INQUADRAMENTO GEOLOGICO

I Monti Ernici iniziarono la loro emersione, dovuta a movimenti tettonici, nel periodo Triassico (circa 230 milioni di anni fa).
In generale si tratta di un massiccio Calcareo-Dolomitico costituito in prevalenza da rocce calcaree.
Nell'orizzonte montano inferiore (fasca Vico nel Lazio - Trisulti) possono essere trovati giacimenti di Limonite, Bauxite ed i resti di una miniera di asfalto nei pressi della Certosa di Trisulti.
Nel settore di piattaforma dove nacquero i Monti Ernici si formarono scarpate, pendii, gradini ribassati e colmati da brecce a grandi blocchi.
Il mare poté così insinuarsi temporaneamente attraverso le aree di piattaforma che localmente "annegavano" sotto il peso dei sedimenti.
Le testimonianze di questa storia si rinvengono sia nelle stratigrafie delle successioni sedimentarie (rocce carbonatiche e carbonatico-marnose), sia negli abbondanti resti fossili presenti: gasteropodi, ostreidi, coralli, rudiste, echinidi, foraminiferi, alghe calcaree, bivalvi ecc. (M.te Fumone, M.te Porciano, M.te Campitelli, M.te Scalambra). La ricostruzione delle vicende geologiche dei Monti Ernici riflette una storia geologica più grande che ha coinvolto tutta la catena montuosa. Una serie di imponenti movimenti nelle formazioni rocciose, dovuti a forze che le hanno deformate, fratturate, piegate, accavallate e rovesciate ha notevolmente contribuito a medellare la morfologia di questi monti. Inoltre l'attuale morfologia dell'area mostra l'incredibile fantasia delle forme carsiche presenti come i cosiddetti "campi d'anime" o "campi di lapidi" che testimoniano ancora una volta la natura calcarea di queste rocce. La struttura complessiva dei Monti Ernici è rappresentata da una falda traslata verso E e NE accavallata sui depositi torbiditici messiniani affioranti in Val Roveto.
I Monti Ernici si sviluppano su due livelli topografici: uno più basso (dagli Altopiani di Arcinazzo ai rilievi di Collepardo-Veroli, con quote medie sui 600-700 metri e poche cime più alte), caratterizzato da dolci morfologie collinari, e uno più rilevato (tra Filettino e Sora, con quote medie ben oltre i 1000 metri e cime superiori ai 2000 m), dalle morfologie più aspre, tipiche del nostro Appennino calcareo. I due settori presentano alcune sostanziali differenze nelle caratteristiche geometriche dell'assetto a scaglie embricate. A SW, nel settore ribassato prevalgono scaglie di esiguo spessore (ordine delle decine di metri) che comprendono porzioni di diversa ampiezza della successione stratigrafica dal Cretacico inferiore al Miocene superiore; esse presentano, nei rilievi tra Collepardo, Veroli ed Alatri , un locale livello di scollamento al passaggio dal Cretacico inferiore a superiore, caratterizzato dalla presenza di esigui spessori di argille residuali. Locali deviazioni in direzione circa N-S dal tipico andamento strutturale NW-SE sono interpretabili come l'effetto dello sviluppo di rampe compressive non ortogonali alla direzione di massimo raccorciamento della catena. A NE, nel settore rialzato dei monti Ernici, prevale invece uno stile più rigido, con sviluppo di scaglie costituite da ingenti spessori della successione stratigrafica (ordine del migliaio di metri),che qui risulta affiorante dal Lias al Miocene medio.
I corpi di queste strutture si presentano in regolare giacitura omoclinalica con prevalente immersione a NE e mostrano spesso contatti anomali che, pur avendo geometrie e cinamatiche da faglie inverse, determinano sovrapposizioni tettoniche di terreni più recenti su terreni più antichi, come è tipico, invece, di faglie dirette.
Questo tipo di sovrapposizioni sembra caratterizzare solo l'aspetto superficiale della dorsale e non quello più profondo.

l due settori sono separati, almeno tra gli abitati di Guarcino (a NW) e di Sora (a SE), da un elemento tettonico a decorso appenninico dalla complessa evoluzione cinematica, che ha determinato, posteriormente alla strutturazione compressiva, il ribassamento del settore sudoccidentale rispetto a quello nordorientale. Il suo rigetto stratigrafico è variabile e raggiunge il suo valore massimo, intorno ai 2500 m, nell'area di Trisulti.

IL Gruppo Grotte Castelli Romani negli Ernici:

ABISSO ERNICO
BUCO LUMACONE
BUCHI SOFFIANTI COLLE PANUNZIO
BUCO DI MONTE ORTARA
MAXPOZZOROSICA

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