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TERMINILLO

INQUADRAMENTO GEOGRAFICO

l Monte Terminillo (Mons Tetricus per gli antichi romani) è un massiccio montuoso, la cui vetta più elevata raggiunge i 2217 m di altitudine . Appartenente al gruppo dei Monti Reatini dell'Appennino Abruzzese, situato a 20 km da Rieti e a 100 km da Roma.
Il massiccio del Terminillo consta di diverse cime che superano i 2000 metri (la cima del Terminillo, il Monte Terminilletto (2108 m), la Cresta Sassetelli (2139 m), il Monte Elefante (2015 m), il Monte di Cambio (2081 m)) ed altre a quote inferiori (Monte Terminilluccio (1864 m), Monte Macchialaveta (1824), Monte Tilia (1775 m), Monte Corno (1735 m), Monte la Tavola (1696 m), Cima d'Arme (1678 m), Monte Rosato (1504 m)) e su ogni versante è segnato da ampie e profonde vallate che ne determinano i confini orografici e lo separano da altri piccoli gruppi montuosi minori che lo circondano (i Monti di Cantalice, Poggio Bustone, Rivodutri e Morro Reatino). Tra queste valli spiccano per interesse naturalistico la Vallonina che scende verso Leonessa dall'omonima Sella di Leonessa, le valli Ravara e di Capo Scura che scendono invece verso il corso del fiume Velino e l'antica consolare Salaria. Sul versante opposto sono invece le Valli dell'Inferno e degli Angeli che scendono verso la piana reatina e i monti di Cantalice. Fino a quote di media montagna (1600–1800 m) è ricoperto da boschi su tutti i versanti.

INQUADRAMENTO GEOLOGICO

La costituzione geologica del territorio, che presenta un aspetto prettamente umbro-sabino, è di notevole interesse, con documentazioni ben visibili che vanno dalle dolomie e dai calcari dolomitici del Lias inferiore, al rosso ammonitico del Lias superiore (caratteristica del versante orientale del monte Tolentino, dei dintorni d’Ocre e del primo tratto della gola di Vallonina, ove sono presenti calcari nodulosi, marni e scisti argillosi, generalmente rossi ma anche grigi e giallastri, ricchi di ammoniti), alla majolica del Cretaceo inferiore (un calcare bianco compatto, ben stratificato, che dà il nome a tutta una zona compresa tra il monte Terminillo e il monte Cambio), alla scaglia rossa del Cretaceo superiore (e cioè calcari marnosi rossi, che danno origine alla caratteristica pietra rossa dei monumenti leonessani, consistenti in lenti di conglomerato rosso a cogoli bianchi, presente soprattutto nella zona di Vallonina).
Tutto il vasto altopiano leonessano, comprensivo delle due plaghe orientale ed occidentale, fu interessato dalle glaciazioni del quaternario, sino alle ultime del Wurmiano: ne sono chiara testimonianza i supersiti circhi glaciali del massiccio del Terminillo. Le glaciazioni procurarono l’assestamento del rilievo e trasportarono a valle cospicui depositi alluvionali: si vedano le caratteristiche conoidi di Casanova e di Vallefana.
va a escursioni sul Terminillo
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