torna all'indice
va all'appia antica
PARCO DEI CASTELLI ROMANI

STORIA

Al centro dell’antica Caldera del Vulcano Laziale si formò migliaia di anni fa un piccolo cono eruttivo che mantenne l’attività fino al tempo dei Romani, tanto che lo storico Tito Livio narra di sassi lanciati in cielo con tremori di terra e voci tonanti. In effetti erano gli ultimi sussurri del vulcano che già ospitava una popolazione residente, i Latini, che in realtà erano una coalizione di varie tribù che abitavano i Colli Albani. Nella zona delle Faete vi era la città di Cabum nata probabilmente in relazione al culto del Tempio di Giove posto sulla sommità del Mons Albanus , l’attuale Monte Cavo. Distrutta dai Romani, non è rimasto nulla a testimonianza, in quanto le abitazioni erano edificate con argilla legno e paglia.

Anello del Maschio delle Faete – Sentiero 509.Dislivello 630 m


mappa del percorso


Da Piazza di Vittorio di Rocca di Papa (Campi di Annibale, m 741) si sale lungo una stradina asfaltata dove poco dopo si incrocia il basolato della Via Sacra, e da li si sale ad un punto panoramico su vista sui laghi di Albano e di Nemi. Superato Monte Cavo, ci si dirige al Maschio delle Faete percorrendo la cresta, di li si scende alla Madonnella ed alla Forcella, da dove si effettua l’ultimo tratto di salita fino al Colle Iano, per poi ritornare ai Campi d’Annibale chiudendo l’anello.

Per fare il giro del cratere, dalla piazza di Vittorio con strada asfaltata si arriva all’inizio del sentiero 509.
Su sterrate e comodi sentieri, alternati ad alcuni brevi tratti più ripidi, si sale dapprima al Colle Iano (m 938), per scendere poi al valico della Forcella (m 807) da dove si risalirà al Maschio delle Faete (m 956, massima elevazione dei Colli Albani). Il sentiero, cambiando numerose volte versante, permette di osservare la diversità della flora secondo l’esposizione: da un lato ginestre, lecci e timo serpillo; dall’altro aceri, castagni e faggi. Continuando a saliscendi sulla cresta boscosa, a volte rocciosa, si passa per i Monti delle Faete (m 932) e si raggiunge il belvedere (m 932 circa) di Monte Cavo dal quale sono visibili i laghi Albano e di Nemi, il Circeo e le isole Pontine. Da evitare la salita alla vetta (ridotta ad un orrendo sito di reticolati, muri, tralicci e sommerso da inquinamento elettro-magnetico) e, percorrendo anche un tratto sul basolato dell’antica via Sacra, si ritorna a piazza di Vittorio. Nelle immediate vicinanze La Fortezza offrirà uno splendido panorama su Roma, il mare e la pianura laziale.

APPIA ANTICA

tracciato dell'Appia Antica

Sulle tracce dell’Appia Antica da Genzano a Cisterna di Latina -km 11,4 - 4 ore circa di cammino

L'Appia antica, la cosiddetta 'Regina viarum', voluta nel 312 a.C. dal censore Appio Claudio Cieco per collegare Roma con Brindisi, porto per la Grecia, ha una lunghezza totale di 365 miglia, pari a circa 540 km, la larghezza di circa 4 metri (14 piedi romani), necessari a consentire il passaggio contemporaneo in entrambi i sensi di marcia di due carri. Lungo il percorso, alla distanza di un miglio romano (1478,5 m), erano collocati cippi e colonne.
Il tracciato dell’Appia Antica che va dalla periferia di Genzano di Roma a quella di Cisterna di Latina è rettilineo, mimetizzato ed utilizzato come stradine di campagna più o meno sconosciute.
Equipaggiamento indispensabile: Scarponcini da trekking o scarponi da montagna (sono sconsigliate scarpe da ginnastica o similari in quanto ci sono da attraversare alcuni fossi)....

va all'appia antica
torna all'indice