torna all'indice
torna al Menù

IL CENGIO

Antefattoche mi regala Marina per il compleanno? “La grande via” riassumendo, “vuoi vivere sana e felice a lungo? Mangia poco, mangia robe sane, cammina e nun ce pensà”. Bene, ora mi adeguo. Ma ho fatto i conti senza l’oste, in questo caso gli osti sono due: la Olga e il Nozzolone.

L’epica impresa: “Oggi basta montar mobili! Dobbiamo valutare dove metterli” ci comunica Francè, del resto la casa, ancorchè ampia, è già piena de bataria, a voglia a dire a Giulia “butta tutto” lei il massimo che butta è qualche bella maglietta che con mia grande soddisfazione regala a me. Allora mi pare una bella idea andare in montagna e stavolta convinco anche il Nozz. Ma la Olga non ci pensa per niente di stare a casa a far la calzetta, come fanno tutte quelle della sua età “vegno anca mi, nemo al Cengio, lì zè pien de fiori” ..sa come prendermi…. “ e po’ nemo al Salto dei Granatieri dove ti ti si butà zò”. Famose a capì, mi sono buttata con la corda e sono anche risalita, tant’è che non sono ridotta come il granatiere di Sardegna spiaccicata sulla Val d’Astico. Per arrivare al Cengio si passa davanti a Carletto “polenta e soppressa” “Nemo!” fa la Olga anche se sono le 9 di mattina. “La soppressa fa malissimo!” decreto, forte di tanta lettura. Parcheggiamo la macchina a un rifugio “toemose el cafè che ne tira su” propone la Olga e che vede? Che fanno da mangiare! “dai dimoghe che restemo”. “Ahò” sbotto “ma sempre a mangiare pensi? C’è tempo!” il Nozz stranamente sta zitto. Lei ne approfitta per fregargli il palo “qua per fare il percorso delle gallerie serve il palo”. “Ma serve anche a lui! Perché non ti sei presa il palo a casa?” “non me zè vignù in mente” e lo so perché, in mente ha la polenta e soppressa di Carletto. Nemmeno il tempo di metterci gli scarponi che lei già sta tutta sporta nello strapiombo “Varda dove che te te si butà zò” strilla ai 4 venti. Così faccio anche la figura della pazza suicida. Fortuna che sto fotografando fiori a tutto spiano e 4 vecchiotti hanno anche l’ardire di mettere bocca sui fiori, che non sanno un’acca “e no, cari miei, il nome scientifico ci vuole, son tutti buoni a chiamarli velo da sposa” tra l’altro manco io sapevo come cavolo si chiamasse sto fioretto bianco. La Olga, invece, si butta a capofitto a conversare con sti vecchiotti e anche con un’altra mai vista né conosciuta. Parla parla e ci dà le piste, tutta arrampicosa dentro le gallerie buie col palo di Sergio. Noi dietro grondanti. In cima dice “saria anca straca” e vorrei vedere! Torniamo alla macchina, la diamo la sedieta e un libro da leggere “vuto questo o quelo della Marina su come devi mangiare sana?” “noccio, l’altro, non voio savere ninte” e che non lo so? Vuol morire malata, possibilmente tardi, ma soprattutto con la pancia piena di polenta e soppressa. “Bon, noi andiamo dall’altra parte a vedere un altro sentiero tu speta qua”. Abbastanza di spesegoni andiamo a vedere l’altra cengia aggettante, assai interessante per via delle trincee, delle opere di guerra e dell’acquedotto con cisterna che pompava acqua dalla Val D’Astico. “Però, sti sardi granatieri che bravi!” e lo sappiamo bene di che tempra sono i sardi. Torniamo e la troviamo tutta col pile nonostante faccia 35° o giù di lì. “Dai andiamo a mangiare gli gnocchi a Rotzo che ti fanno bene, cibo sano” propongo. Sarà. Davanti a “Carletto Polenta e Soppressa” tutti e 3, di comune intesa, senza dirci niente ci fermiamo e ordiniamo di tutto e di più. Fasoli con la cipolla, pancetta grassa fritta e gocciolante, funghi, formaio, e, ovviamente, tanta soppressa con la polenta, e per farla compita, anche il vino. “I sottaceti no, fanno male”. “Pensa se te vede el dotore” le dico “dai fame na foto” risponde. Ecco fatto. Uno scrive libri su libri la gente legge e condivide e poi basta una insegna e si casca come peri marsi nella tentazione. Tra l’altro sti due mi stanno portando alla rovina, alla fine dovrò procurarmi il palo pure io per camminare, che la panza ha modificato il baricentro.
.
Alla prossima!! Mg 16.8.2017
torna all'indice
torna al Menù