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LA CISTERNA

AntefattoConvocazione del Presidente: “c’è da scendere una cisterna!!”. Va da se che, in un giorno lavorativo, di liberi ci siamo il Nozz ed io e volentieri ci apprestiamo, una tantum, a far speleologia urbana.

L’epica impresa: Oltre a noi due vengono Paolo, il convocatore, e Andrea, allenatissimi, reduci da un nuovo di zecca - 230. Arrivati al paese ecco l’assessore, gli operai e l’edificio con la cisterna. Ci si può calare da uno sfondamento o da un pozzetto utilizzato per estrarre l’acqua (come provano i segni della corda sul bordo). Il Nozz cala la lampada a carburo e, visto che è rimasta accesa, non c’è pericolo di asfissia. Armiamo con nodo di Cesare su due tubi innocenti postati sopra il pozzo. Mi calo assai curiosa, sperando di trovare chissà che, visto che l’edificio è un ex convento. Macchè, a parte acqua, fango, un secchiello utilizzabile e qualche immondizia sparsa, altro non c’è. La cisterna, rivestita di cocciopesto e con una colonna in mezzo, è pure piccola. Delusione. Bon. Scendono pure gli altri 3, Paolo rileva, facciamo qualche foto e poi risaliamo, senza prenderci nemmeno il secchio, che per gli scavi c’avrebbe fatto pure comodo.
Fuori ci aspettano le autorità: Sindaco, Architetto e personalità varie, per sapere il cosa e il come. Paolo espone, scientifico, da speleo-archeologo, tutteccose e mò? “Non volete mangiare?” chiede il Sindaco. Stavo per rispondere che un pezzo di pizza al taglio a me basta e avanza. Sehhh. A ringraziamento andiamo a mangiare aggratisse in un ristorante ma non ne approfittiamo, mangiamo il giusto, da morigerati. Ci fosse stato Luca si sarebbe mangiato anche i camerieri ma non c’era e ci siamo regolati. Fosse per noi l’Italia andrebbe una meraviglia, penso, onesti anca massa. Già che si siamo andiamo a visitare l’abbazia di Fossanova, che io e Sergio non avevamo mai visto. Notevole, piena di Cristo e Madonne. Onesti e pure santi, torniamo a casa, con le mani colme di dovere compiuto! Eh no! Lungo il viaggio Paolo ci illustra i compiti che ci aspettano: scavi all’abisso Petrella, scherpa a Punta Biforca, termometri al Pitagorico (mettere e prendere), lo scavo infinito di Murano. Questo per noi due, tutti gli altri devono anche farsi il meno 230 nonchè continuare Punta Biforca e Petrella, come minimo sindacale. Mi stanco solo a sentirlo e appena a casa rifiuto un’uscita con QuellidelCAI, troppa fatica tutta insieme “vado a funghi col Nozz”. Ecchè, qua la pensione è dura assai.
Alla prossima!! Mg 28.8.2017
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