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IL MUROLUNGO..... CORTO!!

AntefattoAndare in montagna con Giorgio è davvero uno sballo. Ti porta in posti che mai umano, cercando strane tracce e montagne disparate….ti aspetta….guardandoti assai di cagnesco, ma ti aspetta, ti dice anche che si, cammini come un lombrico, ma che lui cammina come te, sehhh ma de che! E poi oggi abbiamo anche una new entry: Luciano il botanico.

L’epica impresa: Dopo lunghe considerazioni sugli incendi e sulle montagne dissestate, quel che Giorgio ci propone è andare al Murolungo. “L’ho già fatto!” dice Luca e si tira indietro. “Ma no, quello che ho proposto è Murolungo ma non dalla Valle di Teve né dalla Val di Fua”. “Impossibile” dice Luciano, la new entry, che subito perde punti “non ci sono altri sentieri!” .”Eh si invece” ribatte Giorgio “ne ho scovato uno e se vi va di farlo vi ci porto”.”Siiii!!” è la mia immediata risposta che più una cosa è nuova, sconosciuta, impervia e ti dà anche l’opportunità di perderti, più mi piace. Augusto pure acconsente, che lui è sempre contento. Lasciata la macchina a Cartore c’incamminiamo seguendo le indicazioni di Giorgio “lungo il recinto c’è un’apertura, si segue la traccia e si trova una captazione d’acqua, si prosegue e bla bla”. Trovato subito il tutto, proseguiamo dentro il bosco secco, sperando che non ce lo incendino sotto, e via, a salire sempre nel bosco, abbastanza ripidamente ma con sentiero agevole. Finalmente arriviamo a vedere dall’alto, sulla destra, Val di Teve, sulla sinistra, Val di Fua. E già sono contenta, soddisfatta e mi pare di essere in cima. Macchè. Prima si sale in cresta e sia per il venticello che per il panorama, la fatica la sento poco. Ma poi giriamo a sinistra dentro un vallone erto e noiosissimo, brullo senza un fiore col solo obiettivo di arrivare in cima. E stavolta Giorgio non si ferma né mi aspetta, va a salirsi un’altra cima al passaggio “manco i soldi della benzina”. Solo Augusto ogni tanto si gira per vedere se son defunta o cosa. Luciano che cammina su per giù come Marco, sta già in cima al Murolungo e bon. Alla sella Giorgio mi raggiunge e facciamo una sosta degna di tale nome. Poi gli ultimi 100 metri e la cima. Bella e desolatamente secca, sotto il Lago della Duchessa è ridotto a una piccola pozzanghera. Fiori manco l’ombra. Mangiamo, foto e via, in discesa per la cresta verso le Caparnie. Qua Giorgio si ricorda che ha la mano fuori uso, un bastoncino solo, gli scarponi lisci e perciò casca come un pero marso sul braccio. “Meglio il braccio della mano” osserva, mentre guardo tutto sto scorticamento “ti do un cerotto!!” “non mi son fatto niente!” e precipita di nuovo. Ahò, questo è l’uomo bionico, non si fa mai niente. Però vorrei che tornasse con un fuoristrada dei pastori per Val di Cese. Chesseimatta!!! Proposta oscenissima è!! Si fa tutta la Val di Fua senza cascare manco una volta, impettito ci manda via “sennò vi casco addosso”. E dire che l’avremmo attutito. Senza pausa alcuna stiamo a valle a berci una birra fresca. 1300 m, 12 km, passeggiatina. Sarà, fatto sta che Luciano, che pur cammina come Marco, si propone per le prossime escursioni “chiamatemi!!!”.
Alla prossima!! Mg 31.8.2017

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